Fratta
La storia
L’origine del nome (dal latino Fracta) lascia intendere l’esistenza di un area disboscata o comunque originariamente coperta da macchie e arbusti, non adatta a pascolo, dove questo piccolo borgo rurale si sviluppò.
Il primo nucleo venne realizzato attorno ad una piccola chiesa, costruita dove oggi sorge l’attuale edifico religioso dedicato a Santo Stefano e realizzato tra il XII e il XIII secolo. Ad abbellirlo ed a renderlo artisticamente rilevante sono intervenuti tra il 1450 e il 1475 gli affreschi, in parte oggi ancora visibili, che decorano le pareti interne e raffiguranti scene di vita di Gesu Cristo, oltre agli stucchi attribuiti a Giovanni Pacassi (1700) ed una pala di Antonio Paroli (1700). Altri particolari il tetto in legno con le travature a vista e esternamente il caratteristico campanile a vela, risalente al 1694.
Alcune presenze di famiglie nobiliari sono testimoniate dalla tomba di famiglia Bevilacqua all’interno della stessa chiesa e l’appartenenza nella seconda metà del XVI secolo al feudo dei Conti Strassoldo, la cui casata è ricordata ancora nel nome della denominazione dell’antica casa oggi proprietà Bader e sede dell’omonima azienda agricola.










