Interpellanza VIERSE – Stefano Careddu

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RINNOVARE ROMANS
Gruppo Consiliare Comune di Romans d’ Isonzo

INTERPELLANZA

OGGETTO: segnaletica bilingue (italiano e friulano) della tangenziale, cartelli direzionali che riportano il nome VIERSE;

Il sottoscritto STEFANO CAREDDU, Consigliere Comunale del Gruppo Consiliare di “Rinnovare Romans”, presso il Comune di Romans d’Isonzo

PREMESSO CHE

Il giorno 7 aprile 2006, alla presenza delle autorità, veniva inaugurata la nuova tangenziale di Romans d’ Isonzo. Nell’occasione si è potuto constatare come, per regolare ed indirizzare la nuova viabilità, sia stata apposta la segnaletica stradale direzionale bilingue, ovvero in italiano ed in friulano. A riguardo di questa iniziativa non posso che esprimere il mio sentito apprezzamento, in quanto essa concorre indubbiamente al mantenimento ed alla difesa delle tradizioni e della cultura locale.

RICORDATO CHE

La storia ed il nome di Versa hanno origine in tempi decisamente remoti, in quanto il paese come località e come pieve era ben conosciuto fin dall’antichità; a conferma di questa affermazione illustrerò brevemente le probabili origini del suo nome e le prime testimonianze storiche documentate che ne sanciscono l’esistenza. Il nome del paese viene comunemente fatto derivare dal latino “vertere” indicante una svolta o storta di torrente o strada. Secondo un’ altra teoria (comunque meno accreditata) sostenuta dallo storiografo Alfonso Mosetti, il nome Versa deriverebbe invece dal “… torrente Versa che viene dal palude del Prival e passa per Mariano per gettarsi a Versa nel Judri…”. Il nome Versa è comunque citato per la prima volta in un famoso documento del 762/763 che attiene alla fondazione dell’ abbazia di Sesto al Reghena , alla presenza dei tre fratelli longobardi Marco, Erfo ed Anto figli di Pietro duca del Friuli. Nel testo è indicato: “…curte nostra de Versia o Versìola…” I fratelli longobardi divisero i beni da loro posseduti nel Friuli e luoghi vicini tra due monasteri: quello di Salto in cui si era ritirata la madre Piltrude e quello di Sesto al Reghena nella pianura tra il Livenza ed il Tagliamento. Molti studiosi concordano sulla identificazione di “Versia” con la nostra attuale Versa e quindi la “curte“ citata descriverebbe una ben definita circoscrizione territoriale, un insediamento rurale con personalità giuridica ed economica. Rimane tuttavia problematica l’interpretazione del termine “Versia o Versìola” che si potrebbe leggere come “…la piccola Versa…”. Il primo dato certo sulla esistenza di Versa è però documentato nel 980/981 quando, a seguito delle incursioni da parte degli Ungari, su larga parte del territorio friulano si attua un’opera di ricolonizzazione e dissodamento attraverso l’azione dei patriarchi. Da un Regesto sappiamo che Ottone II, il 12 gennaio 981, donò al patriarca Rodoaldo e alla Chiesa di Aquileia due corti: “…Intercisas sub Cormons duae curtes videlicet unam de Versia aliam S. Viti, cum omnibus iuribus et pertinentis…”. Le due località possono identificarsi con esattezza in S. Vito di Crauglio e Versa sul Torre. La citazione del documento porta ad ipotizzare l’esistenza di Versa in un periodo anteriore al 980 e che molto probabilmente risalirebbe al periodo longobardo: quindi Ottone II semplicemente dona al patriarca una parte di territorio sul quale già precedentemente esisteva la “curte” di Versa.

CONSTATATO CHE

I cartelli stradali indicanti la direzione da prendere per arrivare a Versa riportano il nome della frazione nella versione friulana con grafia normalizzata, ossia il segnale indica VIERSE. Nella parlata in friulano sonziaco utilizzata da secoli a livello locale si usa invece, come oggettivamente tutti sanno, la dizione di VIARSA. Questa affermazione è inoltre suffragata anche dalla segnaletica stradale che compare in alcuni paesi limitrofi: nel Comune di Chiopris Viscone è presente una “Via di Viarsa”, mentre nel Comune di San Vito al Torre vi è una “Strade par Viarse”. D’ altro canto è risaputo e provato che da nessun’altra parte il paese viene indicato col nome di VIERSE.

CONSIDERATO CHE

I sopraccitati cartelli direzionali indicanti la frazione nella versione friulana con grafia normalizzata additanti il paese col nome di VIERSE hanno suscitato un certo malcontento e diffuse critiche da parte dei cittadini di Versa i quali giustamente non si riconoscono in tale denominazione. Tale scelta, a dir poco inspiegabile e criticabile in quanto del tutto scollegata dalla realtà del friulano effettivamente parlato a livello locale, ha indubbiamente lasciato perplessi ed amareggiati gli abitanti del paese in quanto si sono visti affibbiare un nome che non sentono assolutamente proprio. Ricordo altresì che anche la Società filologica Friulana aveva sollevato questo caso in un articolo apparso su un diffuso quotidiano locale alcuni mesi fa: difatti pur rilevando la correttezza della versione ufficiale in grafia normalizzata, si dichiarava sorpresa per tale traduzione che non teneva in minima considerazione lo storico e tradizionale nome del paese. Tra l’altro è opportuno ricordare che subito dopo l’inaugurazione della tangenziale si era verificato anche uno spiacevole quanto condannabile atto di vandalismo: come si può tuttora osservare qualche sconosciuto aveva corretto con una bomboletta spray uno dei sopraddetti cartelli sostituendo il nome VIERSE con quello comunemente usato nella parlata locale (ovvero sia con VIARSA). Questo atto, per quanto indubbiamente non condivisibile, è comunque un lampante e sintomatico esempio del diffuso disappunto e malcontento generato da tale indicazione. Tra l’altro mio malgrado e con un certo disappunto devo sottolineare come, oramai a diversi mesi di distanza dalla sollevazione del caso all’indomani dell’inaugurazione della tangenziale, i cartelli in questione non siano stati corretti o quantomeno integrati nella versione riportante il nome nella parlata locale.

INTERPELLA

Il sig. sindaco del Comune di Romans d’Isonzo o l’assessore competente per sapere:

  •  Qual’è la posizione dell’Amministrazione sul caso in questione;
  •  Se vi sia l’ intenzione dell’Amministrazione di intervenire quanto prima possibile con le debite correzioni alla segnaletica anche e soprattutto in considerazione del diffuso malcontento generato dalla questione nella comunità di Versa;
  •  Considerato che la competenza sulla tangenziale spetta ad un altro Ente (Provincia) vorrei sapere se sono già stati avviati i debiti contatti atti a  sollecitare la sostituzione o quantomeno l’integrazione (con la dicitura VIARSA) della segnaletica in questione; nel caso tale iter sia già stato avviato vorrei conoscere, supposto il fatto che ci sia eventualmente stata, la risposta della Provincia;
  • Nel caso vi sia un’effettiva intenzione d’intervenire per la sostituzione della segnaletica desidererei infine avere un’ indicazione dei probabili tempi d’attesa che ci separano dalla definitiva risoluzione della questione.

Romans d’Isonzo, lì 12.10.2006            il Consigliere Stefano Careddu

Con richiesta di porre la questione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.