La Protezione Civile invita i cittadini ad aderire al Programma ICE

Informo i miei affezionati lettori che la Protezione Civile invita tutti i cittadini ad aderire al programma ICE (In Caso di Emergenza – In Case of Emergency), che è stato concepito dal paramedico Bob Brotchie nel maggio 2005. L’ idea dietro a questo programma è di permettere ai primi soccorsi (soccorritori, vigili del fuoco, polizia) di identificare le persone e di contattare i loro parenti prossimi per ottenere informazioni mediche. Il consiglio è di tenere nella rubrica del proprio cellulare i numeri da contattare, appunto, in caso di emergenza registrandoli con il seguente formato: ICE1 mamma, ICE2 papà, ICE3 eccetera. Operazione facilissima da fare, che non costa niente, ma che può divenire molto utile in situazioni d’ emergenza.
La popolarità del programma ha attraversato tutta l’ Europa, ed ha cominciato a crescere anche nell’ America Settentrionale.
Per promuovere maggiormente l’ uso di ICE, è stato studiato un nuovo simbolo (vedi immagine sopra), facilmente riconoscibile, per aiutare il personale di emergenza a reperire rapidamente i parenti, in caso ci sia bisogno di informazioni mediche d’ emergenza per un paziente in stato di incoscienza. Il simbolo ICE è stato sviluppato da Mark Balduzzi, un infermiere di Syracuse, New York nel luglio 2005 per dare al pubblico degli strumenti fai-da-te, così da poter promuovere il programma ICE da parte di organizzazioni e di singoli individui per aiutare il reperimento di informazioni d’emergenza. Per esempio, il simbolo ICE sotto forma di etichetta su un cellulare permette ai soccorritori di sapere immediatamente che il paziente ha inserito i numeri di emergenza nella rubrica secondo questo criterio. Il simbolo è stato sviluppato per essere gratuito e con libertà di distribuzione, ed è facilmente scaricabile cliccando sul seguente indirizzo web. Tutti sono incoraggiati ad usare questo simbolo per promuovere la sicurezza individuale e la prontezza dei soccorsi.
Nei paesi sviluppati, circa l’ 80% o più delle persone possiede un telefono cellulare, e la polizia o i paramedici spesso lo utilizzano per identificare le vittime di incidenti stradali o di altro tipo. L’ idea di ICE è che ognuno metta un contatto di emergenza con il relativo numero nel telefono sotto la parola “ICE”. Questo permetterebbe al personale d’ emergenza di avere un posto fisso dove guardare.
A seguito di ricerche effettuate dalla Vodafone che mostravano come meno del 25% delle persone portassero con sé chiare informazioni su chi avrebbero voluto che fosse informato in caso di un grave incidente, nel maggio 2005 è stata avviata una campagna per incoraggiare le persone a fare questo da parte di Bob Brotchie dell’ East Anglian Ambulance Service nel Regno Unito. L’ idea ha preso campo dopo gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra.
Intervistato il 12 luglio 2005 sul programma radiofonico della BBC “Today programme“, Brotchie ha detto:
“Stavo riflettendo su qualche chiamata difficile a cui ho risposto, dove le persone erano incapaci di rispondermi a causa delle ferite o della debolezza e noi non riuscivamo a capire chi fossero. Ho scoperto che molte persone, ovviamente, hanno un cellulare e l’ abbiamo usato per scoprire chi fossero. Mi è venuto in mente che se avessimo avuto un modo sempre uguale di cercare un contatto d’ emergenza in un telefono cellulare, allora sarebbe stato più facile per tutti.”
Brotchie ha anche spronato le fabbriche di telefoni cellulari a supportare la campagna, aggiungendo un titolo ICE nella lista delle rubriche di tutti i nuovi cellulari.
Purtroppo non esistono articoli su argomenti simili.















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