Mozione richiesta accertamenti fonometrici Versa

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RINNOVARE ROMANS
Gruppo Consiliare Comune di Romans d’ Isonzo

MOZIONE

OGGETTO: inquinamento acustico Strada Statale N° 252, richiesta accertamenti fonometrici nella frazione di Versa;

Il sottoscritto STEFANO CAREDDU, Consigliere Comunale del Gruppo Consiliare di “rinnovare Romans”, presso il Comune di Romans d’ Isonzo, chiede che

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMANS D’ ISONZO

PREMESSO CHE:

In Italia, la materia dell’ inquinamento acustico è regolamenta dalla Legge Quadro n. 447 del 26/10/1995 e dai successivi decreti applicativi che, tra le altre cose definisce l’ assegnazione delle competenze ai vari organi amministrativi. Nello specifico, all’ art. 4 viene assegnato alle Regioni il compito di definire i criteri in base ai quali i comuni potranno poi procedere alla classificazione del proprio territorio nelle zone previste dalle vigenti normative. Per le Regioni che non hanno ancora legiferato in materia, come nel caso della Regione Friuli Venezia Giulia, sono validi, in regime transitorio, i limiti definiti dal D.P.C.M. 01/03/1991.

Elenco di seguito i principali riferimenti normativi della legislazione nazionale in materia di inquinamento acustico: 

D.P.C.M. 01 MARZO 1991  Indica i limiti massimi dei livelli sonori equivalenti e prevede l’ obbligo per i Comuni di ripartire il territorio in aree territoriali corrispondenti a livelli sonori omogenei (aree residenziali, industrializzate, miste). Vengono anche fissati limiti per le sorgenti sonore operanti nelle aree di cui all’ art. 2 del D.M. 2/04/1968 N° 1444 (e cioè le zone comprese nel perimetro urbano o a questo esterne) e nelle zone essenzialmente industriali.

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 LEGGE-QUADRO N° 447 DEL 26 OTTOBRE 1995  Regolamenta l’  inquinamento acustico e, come chiaramente specificato nell’ art. 1 “stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ ambiente esterno e dell’ ambiente abitativo dall’ inquinamento acustico ai sensi e per gli effetti dell’ articolo117 della Costituzione”. Questa legge, tra l’altro, ha previsto, all’ art. 15, l’ efficacia transitoria della disciplina del 1991 fino alla completa attuazione delle nuove disposizioni. Nell’ art. 6, comma 1, sono fissati i limiti di accettabilità relativamente alle quattro zone di destinazione d’ uso in cui viene diviso il territorio. Essa fornisce anche le definizioni di concetti quali “inquinamento acustico”, “ambiente abitativo”, “sorgenti sonore fisse e mobili”, “valori limite di emissione ed immissione”, “valori di attenzione” e “valori di qualità” rilevanti per la concreta attuazione delle disposizioni contemplate dalla legge (art. 2) e vengono specificate in modo dettagliato le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni in materia. La definizione di inquinamento acustico che viene data all’ art. 2, comma 1, lettera a, è la seguente: “l’ introduzione di rumore nell’ ambiente abitativo o nell’ ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dell’ ambiente abitativo o dell’ ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”.

 D.P.C.M. 14 NOVEMBRE 1997 “DETERMINAZIONE DEI VALORI LIMITE DELLE SORGENTI SONORE”  Questo provvedimento fissa limiti assoluti e differenziali di immissione (valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ ambiente abitativo o nell’ ambiente esterno) coincidenti con quelli già previsti dal D.P.C.M. del marzo Vengono inoltre fissati limiti di emissione (valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente, valori di attenzione (presenza di rumori che segnalano l’ esistenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l’ ambiente) e valori di qualità (obiettivi da conseguire nel breve, medio e lungo termine).

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CONSIDERATO CHE:

Il rumore è per definizione una manifestazione sonora “indesiderata, di intensità eccessiva, fastidiosa e casuale”. Viene prodotto dall’ attività umana ed è particolarmente connesso con il processo di urbanizzazione e con lo sviluppo dei trasporti e dell’ industria. Risulta difficile quantificare gli effetti del rumore in quanto variano notevolmente sia la tolleranza individuale sia i diversi tipi di rumore. Tuttavia è disponibile una vasta letteratura specialistica che analizza e valuta gli effetti del rumore sugli individui. Su scala internazionale, l’ Organizzazione mondiale della sanità e l’ OCSE sono i principali organismi che hanno raccolto dati e svolto studi sugli effetti dell’ esposizione al rumore nell’ ambiente esterno. Lo studio più recente e esaustivo è la relazione dell’ Organizzazione mondiale della sanità, intitolata “Community noise – Environmental Health Criteria”,da cui risulta che l’ esposizione al rumore nell’ ambiente esterno può provocare una serie di effetti negativi diretti quali insonnia, danni fisiologici uditivi e extrauditivi (prevalentemente di tipo cardiovascolare), difficoltà di comunicazione e malessere diffuso. L’ OCSE invece ha pubblicato le seguenti soglie di tollerabilità del rumore secondo cui a 55-60 dB(A) il rumore disturba, a 60-65 dB(A) il rumore è fonte di grave disturbo ed a oltre i 65 dB(A) si manifestano comportamenti coatti, sintomo di gravi danni causati dal rumore.

Di seguito elencherò gli effetti del rumore sull’ uomo basandomi sui dati contenuti nel “Libro verde sull’ inquinamento acustico” realizzato sulla base di studi condotti dalla Commissione della Comunità Europea:

 DISTURBI DEL SONNO: I disturbi del sonno cominciano con livelli di rumore stazionario continuo pari a 30 dB(A). In situazioni particolari si osservano disturbi del sonno anche a livelli inferiori. Dai diversi studi sull’ argomento si può trarre la conclusione generale che per garantire un giusto riposo il livello massimo di pressione sonora non debba superare 45db(A). La ricerca dimostra altresì che in presenza di traffico pesante e ove non siano rispettati i valori raccomandati, si possono manifestare sintomi quali malumore, stanchezza, mal di testa ed ansia.

 EFFETTI EXTRAUDITIVI: La letteratura sull’ argomento tratta diffusamente tali effetti del rumore che sono per lo più di tipo psicofisiologico. I più importanti si manifestano sotto forma di stress fisiologico e reazioni cardio-vascolari a livelli più elevati. Sono stati tuttavia osservati e documentati anche effetti sulla salute mentale sull’ efficacia e produttività. In linea generale, le cognizioni di cui disponiamo consentono di concludere che l’ esposizione al rumore è fonte di stress in quanto può indurre variazioni accertabili della pressione sanguigna, del ritmo cardiaco, della vasocostrizione, della secrezione endocrina. E’ altresì causa di numerosi ricoveri in ospedali psichiatrici.

 DISTURBI DELLA COMUNICAZIONE: I livelli di rumore che spesso si raggiungono per strada, nei giardini, sui balconi, interferiscono con la comunicazione. All’ interno degli edifici, ove il livello continuo di rumorosità esterna raggiunga 70 dB(A), il rumore è tale da obbligare gli occupanti a chiudere le finestre per potersi parlare. In linea di principio negli ambienti abitativi il rumore non dovrebbe eccedere 40-45 dB(A), valore che è spesso superato a causa del rumore del traffico, anche a finestre chiuse.

 DISTURBI DI CARATTERE GENERALE: Effetto meno specifico ma pur sempre grave dell’ inquinamento acustico è il fatto che il rumore semplicemente disturba e infastidisce. Tale sentimento non è solo conseguenza di un sonno disturbato o dell’ impossibilità di comunicare normalmente, ma dipende altresì da sensazioni meno definite quali il sentirsi disturbato e impedito nello svolgimento delle proprie attività e finanche nel riposo.

EVIDENZIATO CHE:

Secondo i dettami di una sentenza del T.A.R. PUGLIA, Lecce, sez. I – 24 gennaio 2006, n. 488, il criterio dei valori limite differenziali di immissione è pienamente operativo anche nei comuni privi della “zonizzazione acustica”, in perfetta rispondenza allo spirito della vigente normativa in tema di inquinamento acustico, oltre che ai principi costituzionali ed alla ragionevolezza. Infatti, che i valori limite differenziali, facendo specifico riferimento al rumore percepito dall’ essere umano, mirano precipuamente alla salvaguardia della salute pubblica e che (già prima dell’ entrata in vigore della Legge 26 ottobre 1995 n° 447 e del conseguente D.P.C.M. 14 novembre 1997) l’ art. 6 del D.P.C.M. 1° marzo 1991 prevedeva l’ applicazione sia di limiti massimi in assoluto (primo comma) sia di valori limite differenziali per le zone non esclusivamente industriali (secondo comma), si deve necessariamente concludere che la disposizione transitoria dettata dall’ art. 8 del citato D.P.C.M. 14 novembre 1997 (che testualmente si limita soltanto a prevedere l’ applicazione – sino all’ avvenuta zonizzazione di cui all’ art. 6 lettera “a” della legge n° 447/1995 – dei limiti assoluti di accettabilità di immissione sonora previsti dal primo comma dell’ art. 6 del predetto D.P.C.M. 1° marzo 1991) non può essere correttamente interpretata nel significato di escludere del tutto l’ operatività del criterio dei valori limite differenziali d’ immissione (contemplato dall’ art. 4 del D.P.C.M. 14 novembre 1997 e, come detto, già fissato dal secondo comma dell’ art. 6 del D.P.C.M. 1° marzo 1991), nel territorio di quei Comuni che non abbiano ancora provveduto all’ approvazione del c. d. piano di zonizzazione acustica. Da questa sentenza, anche se non direttamente applicabile al caso in esame per una serie di motivi (limitazioni previste all’ art. 4, comma 3, del D.P.C.M. 14/11/1997), si evince chiaramente la nuova tendenza giurisprudenziale della salvaguardia in primis della salute pubblica sulla base dei superiori principi costituzionali tramite l’ applicazione di fatto dei limiti d’ inquinamento acustico inferiori previsti dalla legge n° 447/1995 al posto di quelli più elevati previsti dall’ art. 6 del D.P.C.M. 1° marzo 1991 in deroga alla disposizione transitoria prevista dall’ art. 8 del D.P.C.M. 14 novembre 1997 anche nei Comuni che non hanno ancora approvato un piano di zonizzazione acustica.

RISCONTRATO CHE:

La Regione Friuli Venezia Giulia con la delibera regionale n° 1409 del 19 maggio 2000 ha approvato gli obiettivi ed i programmi attuativi per il progetto denominato “Studio per la predisposizione di linee guida per la classificazione acustica comunale”. In tale delibera si precisa che l’ incarico di acquisire gli elementi per la definizione dei criteri in base ai quali i comuni devono effettuare la zonizzazione acustica viene affidato all’ Agenzia Regionale per la Protezione dell’ Ambiente, in quanto la legge regionale n° 6 del 03/03/1998, istitutiva dell’ Agenzia, prevede, fra le altre competenze, la promozione ed il coordinamento di studi e piani di monitoraggio sull’ inquinamento acustico. Sulla base di queste premesse venne così firmato, in data 30 novembre 2000, il protocollo d’ intesa tra Regione ed ARPA per la predisposizione delle “Linee guida per la classificazione acustica comunale”. Lo studio ha prodotto un documento tecnico denominato “Criteri per la predisposizione del piano comunale di classificazione acustica”. Ed è proprio sulla base di tale documento e delle sopraccitate linee guida definite  dallo studio dell’ ARPA per conto della Regione Friuli Venezia Giulia che il Comune di Romans d’ Isonzo ha recentemente sperimentato un piano comunale di classificazione acustica della frazione di Versa che ha portato alla suddivisione in zone del territorio basata sulle differenti “tipologie” di insediamenti cui dovrebbero corrispondere diversi valori di rumorosità ambientale, come stabilito dal D.P.C.M. 1° marzo 1991 e successivamente secondo la legge n° 447/1995 e relativi decreti attuativi. La classificazione risulta utile al fine di confrontare i limiti di legge attualmente vigenti (che, in assenza delle linee guida regionali, derivano dai limiti provvisori del D.P.C.M. 01/03/1991) con il possibile scenario che si verificherà quando saranno emanate dalla Regione le “linee guida per la zonizzazione acustica comunale”, in attuazione della Legge Quadro 447/1995. Gli obiettivi di fondo di una zonizzazione acustica sono sostanzialmente quelli di prevenire il deterioramento delle zone non inquinate o, comunque poco rumorose, e quello di risanare zone dove possono sussistere delle problematiche legate agli effetti nocivi della rumorosità ambientale sulla salute pubblica della popolazione. Nel caso in cui si decida d’ effettuare delle bonifiche e dei risanamenti in particolari aree, onde porre fine a quelle configurazioni ritenute più critiche e quindi suscettibili d’ innescare situazioni di conflitto, gli oneri derivanti da questo orientamento sarebbero senz’ altro maggiori nella fase iniziale, ma avrebbero una più elevata probabilità di salvaguardare la qualità della vita della popolazione nel futuro. Tenendo ben presente questa considerazione appena svolta, di seguito analizzerò, sulla base della sperimentazione del piano comunale di classificazione acustica nella frazione di Versa redatto dall’ ARPA, quanto è stato rilevato da quest’ ultima nelle relazioni tecniche divise nelle tre fasi finali denominate “A” “B” “C”. Innanzitutto nelle sopraccitate relazioni l’ ARPA evidenzia come nel caso di Versa gli insediamenti residenziali, escluse le zone prospicienti le infrastrutture viarie e di collegamento, sono per la maggior parte immersi nella campagna ed, in generale, non interessati da particolare inquinamento acustico. Però, premesso questo, viene sottolineata a più riprese la presenza di quelle che vengono definite potenziali criticità o emergenze acustiche. Tra le criticità viene segnalata la presenza dell’ asilo nido collocato a ridosso di una importante struttura viaria, mentre tra le emergenze acustiche  derivanti da attività antropiche vengono individuate tre attività da analizzare: l’asse viario della statale N°252, la presenza di una cava e di un complesso sportivo caratterizzato dall’ esistenza di una pista di motocross. Tralasciando a questo punto della trattazione la disamina delle altre criticità sopra elencate, concentrerò l’ analisi sulle problematiche direttamente connesse e derivanti dalla presenza della Strada Statale N° 252 che attraversa l’ abitato di Versa e che riveste, come a più riprese rilevato dalla stessa ARPA, una notevole importanza sotto il profilo dell’ impatto acustico.

CENTRO ABITATO: Il centro abitato di Versa è attraversato da un’ importante arteria di comunicazione, la Strada Statale N° 252: questa infrastruttura di trasporto, in base alle disposizioni derivanti dal “Nuovo Codice della Strada” (D. Lgs. 30 aprile 1994, N° 285) che nello specifico all’ art. 2 classifica le strade per le loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, è stata classificata nella zonizzazione acustica effettuata dall’ ARPA come appartenente alla categoria “Cb”, ovverosia come strada extraurbana principale. La stessa  ategoria è stata inoltre assegnata anche alla S.P. N° 6. A questo punto bisogna però considerare il fatto che le strade di scorrimento extraurbane secondarie (tipo Ca, Cb) quando entrano in un centro abitato, vengono automaticamente declassate in categoria “F”, in base a quanto previsto dal codice della strada. Poiché non ci sono differenze tra i limiti acustici delle fasce di pertinenza delle strade di categoria E ed F, nella classificazione acustica della frazione di Versa l’ ARPA le ha raggruppate in un’ unica grande categoria “E ed F”, nella quale rientra quindi a pieno titolo anche la S.S. N° 252 quando attraversa l’ abitato di Versa. Dopo aver individuato gli assi viari che fanno parte di questa categoria, si associa la classe acustica di pertinenza relativa ad una fascia della profondità di 30 m. Nella fattispecie i limiti da osservare per quanto riguarda le U.T. del centro abitato attraversate dalla S.S. 252 sono di 65 dB(A) per il periodo diurno (che va dalle 06.00 alle 22.00) e di 55 dB(A) per il periodo notturno (che a sua volta è compreso tra le 22.00 e le 06.00). In questo caso, come si evince chiaramente dai rilievi effettuati dall’ ARPA in data 25/01/2006 di cui allego fotocopia, emerge chiaramente come tali valori siano oggettivamente superati dall’ inquinamento acustico prodotto dal traffico, tanto che nel punto di misura a bordo strada S.S. 252 sono stati rilevati addirittura Leq 70.5 dB(A). Questo valore è indubbiamente superiore a qualsiasi limite di legge, sia che ci si riferisca ai limiti provvisori, tuttora in vigore in regime transitorio, definiti dal D.P.C.M. 01/03/1991, sia che si guardi ai limiti (comunque inferiori ai precedenti) previsti dalla legge N° 447 del 1995 di futura applicazione. Tra l’ altro mi sento legittimato ad esprimere il ragionevole dubbio che da rilievi più approfonditi emergerebbero molto probabilmente dei valori d’ inquinamento acustico ancor più elevati di quelli rilevati in passato.

APPURATO INFINE CHE:

I cittadini residenti a Versa in generale e quelli che abitano a bordo S.S. 252 in particolare sono a dir poco esasperati ed al contempo amareggiati dal protrarsi di questa situazione di traffico ed inquinamento elevato che è divenuta, anno dopo anno, sempre più insostenibile e che a lungo andare può, come ho già sottolineato, minarne seriamente le condizioni di salute. Da più parti in passato si sono invocati interventi atti a ridurre ed a contenere il volume del traffico sia veicolare che pesante, ma purtroppo finora ben poco di concreto è stato fatto per porre rimedio a questa tanto spiacevole quanto dannosa situazione.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

  •  Ad intervenire presso l’ ARPA, che secondo la legge regionale N° 6 del 03/03/1998 ha fra le sue competenze la promozione ed il coordinamento di studi e piani di monitoraggio sull’ inquinamento acustico, affinché questa agenzia possa compiere una serie approfondita di rilievi fonometrici atti a fornire dei dati di valenza oggettiva che indichino chiaramente e definitivamente, al di sopra di ogni ragionevole dubbio, quali sono i reali valori dell’ inquinamento acustico generato dal traffico veicolare (leggero e pesante) nella frazione di Versa.
  •  A ricercare, una volta acquisiti i dati in oggetto e qualora questi ultimi siano superiori ai valori previsti dalle norme attualmente in vigore, le soluzioni più appropriate per limitare o quantomeno mitigare il traffico veicolare onde riportare tali valori entro i limiti stabiliti dalle leggi che regolano la materia dell’ inquinamento acustico.

Romans d’ Isonzo, lì 20.02.2007 il Consigliere Stefano Careddu

Con richiesta di porre la questione all’ ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.